Luxor

Luxor è una cittadina relativamente grande, che deve il suo sviluppo al flusso turistico costante; lo confermano i numerosi alberghi, anche di grandi proporzioni, e l'animato mercato, dove i sarti sono in grado di confezionare in poco tempo un Galabia (o abito lungo) per i turisti in vena di acquisti dal sapore esotico.
In età faraonica qui sorgeva la Tebe dalle cento porte (come la definì Omero), capitale dell'Egitto dopo Menfi.
Per una grande città un grande tempio: l'edificio si sviluppa parallelamente alla riva orientale del Nilo e fu iniziato da Amenofi III, per essere terminato da Ramesse II. Assieme al tempio di Karnak, dal quale dipendeva e con cui era un tempo collegato, costituisce l'espressione più alta del potere e dello splendore dei Faraoni. A partire dall' XI dinastia, infatti i principi di Tebe conquistarono tutto l'Egitto e anche quando la città perse il suo potere amministrativo e politico, si perpetuò la sua influenza morale su tutto il paese.

Per potersi orientare nella vastità di un edificio così complesso occorre documentarsi sulle vicende storiche che portarono alla sua edificazione e sulla mitologia egiziana che giustifica la destinazione delle singole sale o spiega il significato delle decorazioni.
E' bene tener presente innanzitutto che qui, come a Karnak, siamo difronte ad un tempio dinastico, frutto di aggiunte e rifacimenti, e non di una concezione unitaria originaria. Questo spiega ad esempio perchè il tempio non è completamente in asse ma si sviluppa lungo due direttrici.
Amenofi III costruì questo santuario dedicandolo ad AmonRa, alla sposa Mut e al figlio Khonsu, il dio della Luna; Akehenaton, il faraone scismatico che aveva abolito il culto di Amon istituendo quello di Aton, interruppe i lavori di edificazione; Tut-Ankhamen li riprese, ampliando la parte centrale, mentre le decorazioni a rilievo si devono a Horemheb. Con Ramesse II la struttura, di per se già molto ampia, vide l'aggiunta del cortile e della facciata colossale, ornata con sei statue.
Le decorazioni dei muri del colonnato raccontano il ritorno del culto di Amon e la festa di Opet, una delle più importanti di Tebe. Opet era il secondo mese della stagione della piena e il Faraone partecipava ad una processione sul Nilo, trasportato su una nave sacra da Karnak a Luxor, che terminava nel cortile di Amenofi III.

Procedendo con ordine nella visita del tempio, si possono ammirare: alla fine del viale delle sfingi, davanti all'ingresso sulla sinistra, l'obelisco di Ramesse II, in granito rosa alto 25 metri (l'altro obelisco gemello si trova a Parigi in piazza della concordia); i colossi di di Ramesse II che si trovano a sinistra e a destra del portale di accesso sono in posizione seduta, un altro in posizione eretta, è quanto rimane di sei statue simili. Da osservare i bei rilievi del pilone, che illustrano le vicende belliche che ebbero per protagonista il faraone e in particolare la sua vittoria sugli Ittiti nella battaglia di Qadesh. All'interno del cortile numerose decorazioni celebrano la grandezza di Ramesse II, raffigurato anche nei due colossi seduti che introducono all'imponente colonnato.
Siamo così giunti , in questo cammino a ritroso nel tempo, nella zona risalente a Amenofi III, di cui possiamo ammirare 14 bellissime colonne campaniformi, Tua-ankhamen e, in seguito Horemheb, fecero decorare le pareti laterale di questo elegante collonnato con scene del corteo processionale della barca sacra.
Il percorso prosegue con il cortile di Amenofi III, circondato su tre lati da una doppia fila di colonne; arriviamo così alla sala ipostila, sorretta da 32 colonne fascicolate, con i capitelli a forma di papiro chiuso. Da qui si accede al vestibolo, ai lati del quale si trovano delle salette, una dedicata a Mut e l'altra divisa a sua volta in due ambienti dedicati a Khonsu e ad AmonMin. Seguono la sala delle offerte e poi il sacrario, deposito delle barche sacre, trasformato da Alessandro Magno in una cappella. Tra le sale che si trovano intorno al sacrario, importante è quella dedicata alla nascita di Amenifi III.