Il Museo Egizio

Fu realizzato nel 1857 dall'archeologo francese Auguste Manette, la sua fama di essere uno tra i più affascinanti al mondo è indiscutibilmente meritata. Le collezioni esposte coprono tre millenni di storia dell'arte egizia: per ogni periodo e ogni dinastia le stanze offrono i capolavori rinvenuti in ogni parte del Paese.
Il museo, per la verità, può dare l'impressione di un enorme magazzino stipato di opere e un tale affollamento di pezzi unici rende ovviamente difficile apprezzare appieno il significato e il valore di ciascun reperto; è quindi consigliabile, per chi voglia approfondire la visita con informazioni più precise su ciascun pezzo, acquistare uno degli opuscoli in vendita o seguire una delle guide autorizzate che accompagnano i visitatori per le sale, dando spiegazioni abbastanza esaurienti sui pezzi esposti, in inglese, francese e tedesco

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Piano terra

Regno Antico

Sala 47. Domina la sala la tripla statua del faraone Micerino (che si fece costruire la più piccola delle tre Piramidi di Giza) affiancato da due divinità: una femminile e una maschile. La statua in origine si trovava nel tempio funerario del faraone, a Giza.

Sala 42. Il faraone rappresentato seduto nella grande statua al centro della sala è Chefren, il costruttore della seconda Piramide di Giza. Interessante anche la statua lignea di un alto dignitario del Regno Antico, il ministro Ka-aper. Nella sala sono esposte anche una rarissima stele risalente al regno dei faraone Cheope e la statua di Djoser proveniente da Sakkara.

Sala 32. I pezzi forti sono le statue di argilla, conservate meravigliosamente, che rappresentano un nobile di nome Rahotep e sua moglie Nefret. Le statue provengono dalla necropoli di Maidum, da cui viene anche l'affresco cosiddetto delle "oche di Maidum", che ritrae un gruppo di uccelli nel momento in cui vengono nutriti. A fianco, sul lato sinistro, il bassorilievo rappresenta un nano, Seneb, e la sua famiglia.

Medio Regno

Sala 26. La splendida statua del faraone Mentuhotep I risale all' XI secolo a.C. e proviene dal suo tempio funerario a Luxor.

Sala 22. Qui è esposta la camera mortuaria completa del nobile Harhotep, che proviene dalla necropoli di Deir El Bahri e appartiene alla XI dinastia; sui muri spiccano gli affreschi rappresentanti gli oggetti d'uso della sua casa.

Nuovo Regno

Sala 11

La rara sfinge qui esposta ha il volto della regina Hatshepsut e di fianco è posta la statua del faraone Thutmosi III, che  a suo tempo ordinò di distruggere tutte le statue rappresentanti la regina, in segno di spregio; a distanza di qualche millennio i due sovrani sembrano coesistere fianco a fianco in armonia.

Sala 12. Sulla cappella qui esposta spicca il ritratto del giovane faraone Amenophis II allattato dalla dea bovina Hathor. Tra le altre statue del periodo del Nuovo Regno qui esposte spiccano in particolare quella di Thutmosi III, che indossa la bianca corona dell'Alto Egitto, e quella, grottescamente deformata, della regina Punt, proveniente da Deir El-Bahri dove è stata sostituita da una copia.

Sala 6. La stele che risale al regno di Tutankamon qui esposta è un pezzo di eccezionale interesse per gli studiosi. Le iscrizioni infatti proclamano il ritorno del dio Amon al vertice del pantheon egizio. La statua della dea leonina Sekhmet proviene da Karnak.

Sala 3. La collezione è composta da oggetti del regno di Akhenaton, quasi tutti provenienti dagli scavi di Tell El-Amarna, tra cui spicca il famoso busto della regina Nefertiti, moglie di Akhenaton. Notevoli anche le statue rappresentanti lo stesso faraone, provenienti da Karnak, e i deliziosi affreschi con oche e piante della valle del Nilo. Nelle bacheche sono esposti alcuni gioielli provenienti dal tesoro del faraone.

Sala 9. Vi è conservata una colossale statua di Tutankamon proveniente dagli scavi di Medinet Habu, sulla riva occidentale del Nilo, presso Luxor.

Sala 4. E' dedicata alle monete dei periodi greco-romano, bizantino e arabo-musulmano.

Sala 10. La grande statua è quella del faraone Ramsete II, qui rappresentato sotto la protezione del dio Horus sotto forma di falcone.

Periodo tardo

Sala 24. Vi sono statue di dèí e faraoni di provenienza etiopica e persiana.

Periodo greco-romano

Sala 34. Pezzo forte di questa sala è l'inestimabile Decreto di Canopus, un'iscrizione trilingue del tipo della stele di Rosetta che permise di decifrare i caratteri geroglifici.

Sala 49. La sala è dominata dal sarcofago di Petosiris, proveniente dalla sua tomba presso Tuna El-Gebel.

Epoche varie

Sala 43. Qui è esposta la celeberrima Paletta di Nar-Mer, la prima prova dell'unificazione dell'Alto e del Basso Egitto sotto un unico sovrano. Nar-Mer, più conosciuto sotto il nome di Menes, è infatti considerato dagli storici come il primo dei faraoni d'Egitto. La paletta mostra il volto del sovrano su entrambi i lati: da una parte indossa la corona bianca dell'Alto Egitto, dall'altra quella rossa del Basso Egitto. Le due barche cerimoniali al centro della sala appartenevano al faraone Senuserte III della XII dinastia.

Sala 38. E' dedicata ai sarcofagi. I più interessanti sono senza dubbio quello in granito del faraone Ai, successore di Tutankamon, e quello appartenuto a Nitoccris (l'unico di donna), che fu divina sacerdotessa del dio Amon durante la dinastia Saita (la XXVI).

Sala 33. Anche questa sala, a parte qualche interessante piramodion (la pietra di culmine dell'obelisco), è dedicata ai sarcofagi, tra cui spiccano quelli di Thutmosi I e quello che si fece fare Hatshepsut prima di venir incoronata regina d'Egitto.

Sala 28. Notevole la lastra decorata che faceva parte della pavimentazione di un palazzo di Tell El-Amarna.

Sala 18. Il gruppo di statue colossali rappresenta il faraone Amenofi III con la regina Tiyi e le loro tre figlie.

Sala 13. Interessantissima la stele cosiddetta "d'Israele" in cui si proclama la sconfitta di Israele da parte dell'esercito del faraone e la conseguente sottomissione del popolo ebraico alla corona d'Egitto.

Primo piano

Il tesoro di Tutankamon

Per apprezzare appieno questa eccezionale collezione, la visita dovrebbe iniziare dal lato sud-est del museo, ovvero dalla sala 45, ai lati della cui porta spiccano due statue a grandezza naturale del faraone. Le gigantografie esposte sui muri del corridoio est sono ricavate dalle fotografie originali scattate dagli archeologi al loro ingresso nella tomba e mostrano la disposizione dei vari pezzi nei locali del complesso funerario.

Sala 40. La portantina del faraone, interamente ricoperta da un sottile strato di oro zecchino, è adornata sulla parte superiore con il simulacro del dio-sciacallo dei morti, Anubis. Nella stessa sala è esposto anche un modello di barca rituale.

Sala 35. E' dedicata alle sculture di Tutankamon e di varie divinità maschili e femminili destinate a proteggere lo spirito del defunto faraone. Le casse-bauli contengono delle fìgurine dette ushabti, che avrebbero dovuto svolgere la funzione di servitori del sovrano nel regno dei morti.

Sala 30. Il trono al centro mostra Tutankamon e la regina sotto i benevoli raggi del dio Sole. Nella stessa sala è esposto anche un intero baule di vestiti rinvenuti nella tomba.

Sala 25. Vi si trovano lampade di alabastro finemente intarsiate, vasi e ampolle. Le due sedie sono ricoperte da uno strato d'oro.

Sala 20. Sono esposti strumenti vari, bastoni da passeggio, oggetti in rame, due trombe.

Sala 15. Contiene diversi oggetti interessanti e di genere molto diverso. Oltre al letto reale e ai poggiatesta (che avevano la funzione di cuscini presso gli antichi Egizi), spiccano un bel modello di nave e numerosi vasi d'alabastro, tra cui uno splendido esemplare a forma di ibis.

Sale 7, 8, 9. Qui sono esposti gli scrigni dorati nei quali era racchiuso il sarcofago del faraone.

Sala 4. Questa sala rappresenta una delle principali attrazioni dell'intero museo: qui sono infatti esposti i gioielli del faraone. La  maschera d'oro del sovrano non mancherà di catalizzare l'attenzione, ma gli altri pezzi esposti, anche se meno famosi, sono tutti di valore inestimabile: collane, bracciali, diademi, pugnali e tutti gli altri gioielli sono in oro massiccio, spesso adornati con lapislazzuli e turchesi. Un fine drappo d'oro ricopriva la mummia, adagiata in un sarcofago anch'esso d'oro, e sandali d'oro ne adornavano i piedi. D'oro massiccio sono anche gli scettri e le corone finemente cesellate, simboli del potere reale.

A questo punto inizia una serie di sale che raccolgono oggetti diversi.

Sala 42. Vi si trova una collezione di oggetti d'uso del periodo arcaico tra i quali si noteranno, oltre al vasellame di forme e materiali diversi, una specie di scacchiera e una stele di pietra appartenuta a uno dei primi re.

Sala 32. Qui sono esposti gli oggetti delle toilette di 4000 anni fa: specchi in metallo (che veniva lucidato fino a che diventava riflettente), ampolle per profumi ed essenze e vasellame vario.

Sala 27. Fra le statuette esposte in questa sala, le più interessanti sono forse quelle dei due gruppi di soldati del Medio Regno. Ciascuna delle figurine ritrae un soldato realmente esistito, con i suoi vestiti, le sue armi e la sua espressione.

Sala 17. Vi è esposto il corredo funerario proveniente dalla splendida tomba di Sennedjem, in Deir El-Medina. Bellissima la porta della tomba dove Sennedjem, che fu un ingegnere delle tombe faraoniche della Valle dei Re, è ritratto mentre gioca a senet in compagnia della moglie.

Sala 13. L'eccezionale collezione di opere d'arte di questa sala proviene dalle tombe di Tuya e di Yuya (XVIII dinastia); la ricchezza dei reperti si deve al fatto che le tombe furono rinvenute intatte dagli archeologi.

Sala 2. Espone il corredo funerario della regina Hetepheres, moglie di Snofru e madre di Cheope (IV dinastia). La tomba della regina fu profanata e la mummia decapitata durante il regno di Cheope; il faraone fece quindi trasferire quanto rimasto del corredo funerario a Giza, dove fu sepolto di nuovo presso la Grande Piramide e rinvenuto soltanto in tempi moderni. Nella stessa sala si ammireranno anche diversi oggetti d'arte provenienti da alcune tombe reali della XXII dinastia rinvenuti presso Tanis, nella zona del delta.

Sala 14. Manufatti greco-romani, provenienti da El-Fayyum, tra cui alcune maschere funerarie e un'eccezionale collezione di ritratti di influenza latina.

Sala 19. Vi si trova un'interessante collezione di statuette di numerose divinità del pantheon egizio.

Sala 29. Sono esposti papiri e altro materiale di scrittura.

Sala 34. Qui ci sono attrezzi d'uso di vario genere, armi leggere e oggetti domestici di uso quotidiano.

Sala 39. Vi trovano posto vasi, ceramiche e terrecotte di stile greco-romano.

Sala 44. Manufatti e oggetti d'uso del Nuovo Regno.

Sala 54. Manufatti del periodo preistorico tra cui vasellame e oggetti di selce.

Sala 55. Ci sono mummie di animali, tra cui uccelli, un pesce, un cane, un gatto e un coccodrillo.


Ritengo sia doveroso soffermarmi ulteriormente sul tesoro del Faraone Tutankamon, dato che è certamente quello che colpisce il visitatore non solo per la sua bellezza ma probabilmente per la sua storia.
 

Il suo nome originario era Tutankaton (immagine vivente di Aton). Successe al faraone Akhenaton durante il cui regno vigeva la religione di Aton. Alla sua morte prevalse il culto di Ammone (da qui la sostituzione da aton a amon). Mori' dopo una decina di anni di regno (1333-1323) senza aver compiuto nessuna impresa degna di rilievo. La sua fama è legata al ritrovamento della  tomba nella Valle dei Re da parte di una spedizione inglese guidata dall'archeologo Carter il 26 novembre 1922. Questa tomba è l'unica tomba Egiziana giunta sino a noi quasi intatta.
Tutankamon fu seppellito dentro quattro sarcofaghi di cui tre a forma antropomorfa.
 

- Il primo sarcofago, il più esterno,era stato ricavato da un unico blocco di quarzite gialla. Il coperchio, pesante da solo più di una tonnellata,era di granito rosso dipinto di giallo e forse posto in sostituzione dell'originale che non era ancora pronto alla sua morte. Ai quattro lati del  sarcofago spiccano le quattro divinità (Iside, Nefti, Selkis e Neit) a braccia aperte in segno di protezione. I lati del sarcofago sono decorati con iscrizioni di geroglifici.

- Il secondo sarcofago, di forma antropomorfa, era di legno di cipresso, modellato a rilievo e ricoperto da uno strato di stucco che  sua volta era ricoperto da una lamina d'oro. La sua lunghezza era di 2,30 metri. Il coperchio rappresentava il Faraone come il Dio Osiride. Le braccia incrociate sul petto che impugnavano i simboli reali (lo scettro nella destra e il flabello nella sinistra). Sulla fronte il simbolo delle due divinità del paese; la dea avvoltoio simbolo dell' Alto Egitto e il cobra divino del Basso Egitto.


- Il terzo sarcofago, lungo circa 2 metri e anch'esso di legno e ricoperto da una lamina d'oro si rilevo' ancora piu' bello del precedente. I particolari del viso del sovrano come la barba, le sopracciglie e le linee del trucco erano intarsi di vetro blu con lapislazzuli. Il cobra divino sulla fronte del re era di legno dorato con la testa di faience blu completato da intarsi di oro rosso mentre la dea avvoltoio era anch'essa di legno dorato e aveva il becco di legno nero e gli occhi di ossidiana. I simboli reali erano intarsiati vetroblu-lapislazzuli, turchese e faience blu.


- L'ultimo sarcofago, era lungo circa 1,88 metri e il petto era decorato con un largo collare composto da grani di vetroblu, foglie, fiori, bacche e frutta. Una volta ripulito, il sarcofago risultò essere di oro massiccio con uno spessore che andava da 2,5 a 3 centimetri con un peso totale di circa 110 chili. Le braccia del re erano anche qui incrociate sul petto e lo scettro e il flabello erano ricoperte di lamine d'oro decorate Gli occhi erano di alabastro mentre le pupille di ossidiana; le sopracciglie e le linee del trucco sono di vetro colore dei lapislazzoli.